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Patrimonio Documentario

Scheda Fondo

Nazione: IT   Archivio: ASCA


Fondo: REALE UDIENZA DEL REGNO SARDEGNA - [F441422]
Denominazione Fondo: REALE UDIENZA DEL REGNO SARDEGNA
Estremi cronologici: 1564-1868
Consistenza: 95261 unità
Strumenti di corredo: Inventari nn. 136, 143, 144, 157, 159. Inventari elettronici delle Serie II e III
Descrizione Fondo:

La magistratura La Reale Udienza di Sardegna, tribunale supremo del Regno, fu istituita con prammatica del 18 marzo 1564 da Filippo II, re di Spagna, su richiesta degli Stamenti sardi che rivendicavano una migliore amministrazione della giustizia e la possibilità di ricorrere in appello in sede locale, senza doversi recare in Spagna presso il Consiglio Supremo d'Aragona. Il 3 marzo 1573 una seconda prammatica ne determinò l'organizzazione per il concreto funzionamento. Ad essa spettava in prima istanza la cognizione delle cause civili e criminali della città di Cagliari, cumulativamente al tribunale del veghiere, e dei soggetti esenti dalla giurisdizione ordinaria e baronale; vi si ricorreva in via d'appello per le sentenze pronunciate dal magistrato civico e dalle curie feudali ed, in una sorta di terzo grado di giurisdizione, su quelle emesse dal Magistrato della Reale Governazione di Sassari. Ricalcando i modelli delle Audiencias di Catalogna e di Aragona, la magistratura, da semplice organo di natura prevalentemente giudiziaria, assunse anche attribuzioni politiche e amministrative quali l'esercizio dell'autorità viceregia, in caso di vacanza della carica, l'interinazione delle leggi, la concessione dell'exequatur per gli atti ecclesiastici, nonché funzioni di controllo su tutta l'attività di governo così da diventare uno dei cardini dell'amministrazione spagnola nell'isola. Era composta dal viceré che la presiedeva, dal reggente la Reale Cancelleria, dall'avvocato fiscale regio e da tre giudici togati. La Reale Udienza rappresentò una svolta decisiva nel sistema amministrativo e giudiziario del Regno e fu lo strumento che determinò l'affermazione dell'accentramento dei poteri sovrani. Inizialmente ebbe un'unica sala di giudizio che si occupava sia delle cause civili che di quelle criminali. Una seconda sala, detta Regio Consiglio, distinta dalla precedente, per la trattazione delle sole cause criminali, fu attivata nel 1651. La competenza del Regio Consiglio si esercitava sui delitti di regalia che comprendevano quelli contro la fede pubblica, (falso nummario, falsità di sigilli, truffe commesse da argentieri e orefici), su quelli relativi al porto e alla detenzione di armi proibite, all'esenzione dell'usura, al buon costume e all'ordine delle famiglie, e ancora sui reati commessi nelle strade reali, sui giochi d'azzardo e matrimoni clandestini. La magistratura si pronunciava inoltre, avocandoli a sé dai tribunali minori sia reali che baronali, sui delitti gravi per i quali era necessario un provvedimento immediato ed esemplare e, per devoluzione ipso iure, qualora il giudice di prima istanza non avesse espletato il processo entro il temine di cinque mesi sui reati di omicidio, grassazione, furto ed abigeato di valore rilevante o commessi da più di cinque persone armate ed in quadriglia. Spettava anche al Regio Consiglio la cognizione delle cause di peculato e concussione, di quelle in cui il giudice inferiore avesse danneggiato l'imputato negandogli la difesa o prolungandone la detenzione ed infine alle cause riguardanti le vedove, i pupilli e i poveri che avessero presentato le loro querele nei termini prescritti.
Dall'istituzione della sala criminale non ci furono sostanziali cambiamenti nell'organizzazione dell'istituto sino al 1795, quando fu creata una terza sala, detta Consiglio di Stato, che doveva pronunciarsi in via di supplicazione sulle sentenze di particolare rilevanza della sala civile e sulle richieste di grazia presentate al viceré. L'assetto definitivo della Reale Udienza fu stabilito con un Regio Editto del 1818 che confermava le due sale per il civile ed una per il criminale. Alla vigilia della fusione della Sardegna col Piemonte e nell'ambito dell'unificazione amministrativa che ne derivò, con Regio Editto del 2 novembre 1847, n. 199, la Reale Udienza perse le attribuzioni di carattere politico ma mantenne quelle giudiziarie assumendo la denominazione di Senato di Sardegna. L'anno seguente, con l'estensione all'isola dei Codici civile, penale e di procedura criminale e l'introduzione di un nuovo ordinamento giudiziario, il Senato di Sardegna si trasformò in Magistrato d'Appello, distinto in tre classi, due sedenti a Cagliari e una a Sassari (R. Editto 3 ottobre 1848, n. 293). La magistratura, insieme ai Tribunali di prima cognizione e alle Giudicature di Mandamento, doveva funzionare secondo il dettato del R. Editto, a partire dal 1 gennaio 1849; contestualmente fu abolito il Magistrato della Reale Governazione. Il 1 aprile 1854 il Magistrato d'Appello si trasformò definitivamente in Corte d'Appello.

L'Archivio

L'insieme dei documenti che costituisce il fondo della Reale Udienza pervenne all'Archivio con versamenti successivi (1861, 1885, 1896) ad opera della Corte d'Appello di Cagliari, accompagnato da elenchi sommari e da indici alfabetici dei processi. Nel 1902 Silvio Lippi nell'Inventario del R. Archivio di Stato di Cagliari individuò all'interno del fondo due grandi ripartizioni o classi; ad una prima classe fece confluire le Patenti, i Brevi, le Dispense pontificie e i Diplomi di concessione feudali, ad una seconda le cause civili e penali e tutta la documentazione di tipo politico amministrativo. Intorno agli anni 1973-75 si procedette ad una rivisitazione del complesso documentario che fu ripartito in 4 grandi classi:
• Classe Iª - Patenti regie e viceregie, diplomi di concessione di titoli feudali, di cavalierato e nobiltà, bolle, brevi, rescritti, dispense pontificie, exequatur, scrutinio del grano …(secc. XVII-XIX); elenco.
• Classe IIª - Cause civili; distinte in 3 partizioni:
a)cause civili (secc.XVI-XIX); indici analitici per fascicolo nn. 56, 57, 58; rubriche alfabetiche o pandette nn. 54-55
b)cause civili (1580-1847); rubrica alfabetica, pandetta n. 59
c)cause civili (1564-1868); rubrica alfabetica, pandetta n. 60

Classe IIIª - Cause criminali, distinte in 3 partizioni:

a)cause criminali (1796-1848); rubrica alfabetica, pandetta n. 15
b)serie 2ª(1780-1864); pandetta n. 17, inventario informatizzato
c)serie 3ª(1845-1865); elenco di versamento n. 16.
• Classe IVª - Miscellanea: sentenze civili e penali, deliberazioni, pareri del reggente la Reale Cancelleria, pareri del Magistrato, risoluzioni del Reale Consiglio, carte reali, pregoni, privilegi di notai, sentenze e verbali della Reale Cancelleria… (secc. XVI-XIX); elenco.
Non tutta la documentazione versata dalla Corte d'Appello e attribuita alla Reale Udienza, proviene da questa magistratura, infatti parte del materiale appartiene ad istituti diversi con competenze giurisdizionali specifiche, tra cui la Capitania Generale (secc. XVI-XIX), il Magistrato di Sanità (1755-1802) e il Magistrato del Regio Consolato (1770-1888), uffici presieduti, come la Reale Udienza, dal viceré e di cui facevano parte, tra l'altro, il reggente la Reale Cancelleria e l'avvocato fiscale, membri del supremo tribunale di Sardegna. (c.f.)

Bibliografia

L. LA VACCARA, La Reale Udienza. Contributo alla storia delle istituzioni sarde durante il periodo spagnolo e sabaudo, Cagliari 1928; F. LODDO CANEPA, La Sardegna dal 1478 al 1793. I. Gli anni 1478-1720, a cura di G. TODDE, Sassari 1975, pp. 180-197; B. ANATRA, Dall'unificazione aragonese ai Savoia, in J. DAY, B. ANATRA, L. SCARAFFIA, La Sardegna medioevale e moderna, Torino 1984, pp.471-475 (Storia d'Italia. X); A. MATTONE, Le istituzioni e le forme di governo, in B. ANATRA, A. MATTONE, R. TURTAS, L'Età Moderna dagli aragonesi alla fine del dominio spagnolo, in Storia dei Sardi e della Sardegna, a cura di M. Guidetti, vol. 3, Milano 1989, pp. 240-252; C. PILLAI, Criteri uniformi di descrizione per l'inventario di un fondo giudiziario: Reale Udienza di Sardegna, Cause civili, in «Archivi per la Storia», V(1992), n. 1, pp. 81-89; ID., La Reale Udienza di Sardegna: vicende e stato attuale della documentazione, in «Archivi per la Storia», IX (1996), nn. 1-2, pp. 69-80; A. ARGIOLAS, G. CATANI, C. FERRANTE, Un nuovo strumento per la consultazione delle cause criminali (1780-1853) della Reale Udienza di Sardegna, in «Le carte e la storia», I (1995), n. 2, pp. 161-165.